Nelle opere di AleCigliano c’è innanzitutto il viaggio

Nelle opere di AleCigliano c’è innanzitutto il viaggio, fisico e mentale.    C’è il legame profondo con luoghi del corpo, della mente, del cuore, dei desideri.

di Leonardo Varasano – Presidente del Consiglio Comunale di Perugia

Gli occhi e i pensieri spaziano, quasi a seguire, l’invito di Costantino Kavafis e della sua “Itaca”: “Fa voti che ti sia lunga la via e colma di vicende e conoscenze”. Senza mai “ precipitare” il viaggio, come suggeriva il poeta greco, si passa dalle meraviglie verticali e possenti della grande mela (Empire’s Rain e Skyline, nello splendido riflesso della New York specchiata nell’Hudson) ai colori festosi e vivaci del Brasile (Anima carioca); dal rutilante, femmineo ponte di Brooklyn (The lady in red) ad una spiaggia pulsante di vita ( Avenida atlantica); dall’autunno, malinconico e spoglio ma dal tratto elegante ( Autumn leaves), all’estate vigorosa (nella tropicale “Que maravilha”, nella rigogliosa “waiting for” e nella nostrana “ Salsedine”).

Sopra tutto, però, l’artista omaggia Perugia, la nostra Perugia. Ed è un amorevole omaggio sentito e prezioso. Dalle logge di Braccio lo sguardo cattura la statua di Papa Giulio III e la Fontana Maggiore, abbracciando una assolata, romantica piazza IV novembre (Il respiro della cattedrale), rivisitata anche in versione plumbea ed invernale  (Atmosfera), con Grifo e Leone appena accennati. La piazza racchiusa fra Palazzo dei Priori e la Cattedrale di San Lorenzo torna anche in una rappresentazione inedita, onirica ed originale :Renato Curi  (L’Angelo Gert) – la bandiera del Perugia Calcio di tutti i tempi, il simbolo per antonomasia del calcio perugino, l’orgoglio del tifo biancorosso – intento a colpire il pallone proprio a ridosso della nostra fontana. Come in un sogno. Anzi, come in un viaggio, in cui riprendendo Kavafis, se il pensiero resta alto, diventa “squisita” l’emozione che “tocca il cuore e il corpo”. E di fronte a questa emozione neppure il non addetto ai lavori, come il sottoscritto, o perfino il profano d’arte, può restare indifferente.

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